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Bilanci di sostenibilità, più valore per le aziende

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MARZO, 201/

EFFICIENZA ENERGETICA

L’importanza della valutazione dei rischi ambientali ed energetici, nell’era delle politiche climatiche, risultano estremamente importanti. Le scelte strategiche su questa tematiche infatti possono avere un forte impatto sui conti economici delle aziende. Proprio di recente, in virtù del peso di questi argomenti, il legislatore europeo con la direttiva europea 2014/95/UE sulle non-financial and diversity information – recepito in Italia con decreto legislativo 254/2016 – introduce l’obbligo per le società (con oltre 500 dipendenti e che rappresentino enti di pubblico interesse, come ed esempio società quotate, enti creditizi, compagnie assicurative), di allegare al loro bilancio una dichiarazione aggiuntiva contenente informazioni circa l’utilizzo di risorse energetiche – distinte tra quelle prodotte tramite fonti rinnovabili e non rinnovabili – e dettagli circa l’impiego delle risorse idriche. Prevede inoltre che vengano dichiarate le emissioni di gas serra prodotte e l’impatto dell’impresa nel medio periodo su ambiente, salute e sicurezza.

La direttiva interesserà direttamente circa seimila imprese europee, di cui circa 250 italiane; numero apparentemente basso ma che comprende i maggiori gruppi (che detengono fatturati importanti ed un numero elevato di lavoratori) con un grande impatto sul territorio nazionale.

Tuttavia le piccole e medie imprese non sono da considerarsi esenti da queste tematiche, poiché i fornitori delle società soggette a quanto disposto dalla direttiva saranno tenuti all’assolvimento degli obblighi di trasparenza derivanti dall’informativa, fornendo una descrizione delle politiche applicate in riferimento ai rapporti commerciali in essere. La direttiva contribuirà ad aumentare il valore delle aziende in termini di sostenibilità economica, sociale ed ambientale delle aziende che, dopo l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, vengono considerati dei veri e propri asset non solo per le grandi realtà.

La conoscenza dei rischi ambientali ed energetici consentono di comprendere quali misure adottare per investire in interventi di efficientemento e proprio in tema di promozione all’utilizzo di energie rinnovabili, è stato pubblicato in G.U. il Decreto del 7 dicembre 2016 del MISE disciplinante termini e modalità per la concessione delle agevolazioni finanziarie derivanti dal PON (Programma Operativo Nazionale) Imprese e competitività. Nato nel 2015, il PON si propone di intervenire con una dotazione complessiva di circa 2,3 miliardi di euro per stimolare gli investimenti nell’area sud del nostro Paese, affinché possa aumentare il peso del settore manifatturiero sul PIL europeo; il PON combina infatti agevolazioni rispondenti alle esigenze manifestate dalle imprese ed interventi infrastrutturali, favorendo la crescita economica e la presenza delle aziende all’interno del contesto produttivo globale. Il decreto in questione è riservato alle imprese del Mezzogiorno che realizzano programmi di sviluppo per la tutela ambientale in Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia.

Attraverso il decreto in questione sono stati resi disponibili 100 milioni di euro per quelle realtà industriali che predisporranno programmi volti allo sviluppo della tutela ambientale, alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas serra all’interno delle aree produttive site nel Sud indicate nel testo della direttiva (si escludono i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione).

Il bando è riservato alle imprese, di qualsiasi dimensione, che realizzeranno quanto disposto dal decreto purché la loro attività economica sia qualificabile come energivora oppure configurabile come “a forte consumo di energia” e rientrante nell’elenco predisposto dalla CSEA (Cassa per i servizi energetici e ambientali).

L’investimento minimo , pari a 20 milioni di euro, potrà essere realizzato con finanziamento agevolato, a fondo perduto o in conto interessi, fermo restando che l’entità degli incentivi varia in funzione del progetto in questione, della geolocalizzazione dell’iniziativa e della dimensione dell’impresa.