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La borsa spinge al rialzo, influenzata dai fondamentali di mercato e dalle dinamiche socio-politiche dell’ultima settimana.

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MAGGIO, 2018

SETTIMANA DELLA C02

Le negoziazioni di Bonn relative all’implementazione degli accordi di Parigi sono state prolungate per un’ulteriore settimana, dopo 15 giorni di incontri durante i quali le Nazioni Unite pare abbiano prodotto pochi avanzamenti pratici. Non è stato finalizzato un testo negoziale anche a causa di Cina, Brasile e Arabia Saudita; i quali hanno avuto difficoltà a mostrarsi d’accordo riguardo le difficoltà di mercato. Ricordiamo che i negoziatori si incontreranno nuovamente a settembre, dopo la pausa estiva, a Bangkok.

In Europa, nel frattempo, vi sono avanzamenti per quanto riguarda la politica di carbon leakage: la Commissione ha rimosso 44 settori produttivi dalla lista carbon leakage di fase IV, riducendo drasticamente il numero di impianti qualificati ma mantenendo comunque grandi emettitori come le acciaierie, i cementifici e i produttori chimici. La lista dei settori qualificati è stata pubblicata lo scorso martedì. Ricordiamo che tali misure sono atte a sfavorire la delocalizzazione degli impianti verso aree geografiche extraeuropee, assegnando il 100% delle allocazioni annuali ai produttori che fanno parte della lista (e quindi non applicando la riduzione percentuale annuale nel calcolo delle EUA assegnate gratuitamente).

La scorsa settimana ha anche visto l’ufficializzazione delle date per le allocazioni 2018 al settore aviation. I 5,6 Mln di permessi saranno distribuiti tramite 7 aste in sei mesi, la prima fissata per quello in corso (23/05).

 

Mercato:

 

Il mercato accelera le spinte rialziste nonostante la conclusione della compliance 2017, le cause sono da ricercare in molteplici circostanze. Si inizia dal supporto proveniente dal complesso Oil&Power tedesco, che nel corso della settimana ha rispettivamente visto rialzi di oltre 2 €/bbl sul brent (che ha raggiunto nuovi massimi degli ultimi 3 anni e mezzo) e di 1,85 €/MWh sul power in Germania. Il settore energetico è stato poi ulteriormente scosso dalle recenti notizie riguardo il recesso degli USA dall’accordo sul nucleare in Iran, che ha fatto sorgere nuove aspettative sull’andamento dei mercati energetici mondiali.

Non è insolito osservare un incremento delle attività di copertura concomitante all’aumentare dell’incertezza, per questo il contratto DEC8 ha visto un balzo del 12,37% su base settimanale, con il raggiungimento di un nuovo settlement massimo di fase lo scorso venerdì (14,63 €/ton). Le attuali circostanze di mercato lasciano sorpresi diversi operatori di borsa, in quanto era aspettativa diffusa che le quotazioni, dopo il 30 aprile, invertissero il trend rialzista che le sta caratterizzando da inizio 2017.

 

Lunedì il contratto EUA DEC8 ha chiuso 13,62 € (+0,60 €); il contratto per l’energia tedesca ha chiuso a 39,54 €/MWh (+0,64 €/MWh); il brent è valutato 76,17 $/bbl (+1,30 $/bbl); il contratto CER DEC8 ha chiuso a 0,21 € (0,00 €/ton).

 

Martedì il contratto EUA DEC8 ha chiuso a 13,60 € (-0,02 €;) il contratto per l’energia tedesca ha chiuso a 39,59 €/MWh (+0,05 €/MWh); il brent è valutato 39,59 $/bbl (+0,05 $/bbl); il contratto CER DEC8 ha chiuso a 0,21 € (0,00 €).

 

Mercoledì il contratto EUA DEC8 ha chiuso a 14,00 € (+0,40 €); il contratto per l’energia tedesca ha chiuso a 40,03 €/MWh (+0,44 €/MWh); il brent è valutato 77,21 $/bbl (+2,36 $/bbl); il contratto CER DEC8 ha chiuso a 0,21 € (0,00 €).

 

Giovedì il contratto EUA DEC8 ha chiuso a 14,61 € (+0,61 €); il contratto per l’energia tedesca ha chiuso a 40,31 €/MWh (+0,28 €/MWh); il brent è valutato 77,47 $/bbl (+0,26 $/bbl); il contratto CER DEC8 ha chiuso a 0,21 € (0,00 €/ton).

 

Venerdì il contratto EUA DEC8 ha chiuso a 14,63 € (+0,02 €); il contratto per l’energia tedesca ha chiuso a 40,75 €/MWh (+0,44 €/MWh); il brent è valutato 77,12 $/bbl (-0,35 $/bbl); il contratto CER DEC8 ha chiuso a 0,21 € (0,00 €).