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Continuano le perplessità del Regno Unito riguardo la gestione della Brexit in ambito EU ETS.

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MARZO, 2018

SETTIMANA DELLA C02

Nuovi dettagli relativi all’evoluzione della Brexit in ambito EU ETS. Lo scorso mercoledì si è tenuto un incontro di diversi partiti nella Camera dei Lord, durante il quale alcuni hanno sottolineato come un’uscita non coordinata dal meccanismo sarebbe più costosa per il Paese rispetto ai vantaggi competitivi perseguibili continuando a far parte dello stesso. In particolare, il comitato ha interpellato Silke Goldberg (avvocato dello studio Herbert Smith Freehills), Debbie Stockwell (managing director di Sandbag) e Lawrence Slade (CEO di Energy UK). Le perplessità principali rimangono legate al danneggiamento del meccanismo in sé a causa di una serie di conseguenze (ad esempio il ri-calcolo del cap delle emissioni europeo, la necessità per gli operatori ad abituarsi ad eventuali nuovi meccanismi domestici, l’aumento dei costi legati a sistemi alternativi, etc.).

Nel frattempo la Commissione Europea ha comunicato che pubblicherà i dati preliminari delle emissioni verificate 2017 in data 3 aprile. Stando a quanto comunicato dall’Agenzia Ambientale Europea, gli impianti soggetti al meccanismo avevano emesso oltre 1,7 miliardi di tonnellate nel 2016. Storicamente la pubblicazione di tale report provoca un aggiustamento dei prezzi di mercato, dovuto ad un ri-assestamento delle dinamiche di domanda e offerta.

 

Mercato:

 

Settimana di consolidamento per l’EUA, il prezzo del permesso si è assestato oltre gli 11,00 €/ton dopo i massimi raggiunti la settimana scorsa. E’ ancora presto per asserire che la borsa abbia perso l’accelerazione rialzista che ha caratterizzato l’ultimo mese, ma le quotazioni hanno ritracciato a partire dalla seconda metà della scorsa settimana. Il 13 del mese è stato toccato un nuovo picco di fase (infra-day a 11,50 €/ton). Le giornate successive il contratto front-year è però uscito dall’area di iper-comprato nella quale era entrato lo scorso 7 marzo ed i prezzi sono scesi fino a minimi settimanali di 10,99 €/ton. Ci troviamo comunque ben al di sopra della media mobile a 20 giorni, circostanza del tutto fisiologica visto l’avvicinarsi della scadenza di compliance. Il primo supporto tecnico di breve appare proprio in area 11,00 €/ton, livello di prezzo che ha limitato le perdite mercoledì, giovedì e venerdì.

 

Lunedì il contratto EUA DEC8 ha chiuso 11,08 € (-0,04 €); il contratto per l’energia tedesca ha chiuso a 35,39 €/MWh (+0,44 €/MWh); il brent è valutato 64,95 $/bbl (-0,54 $/bbl); il contratto CER DEC8 ha chiuso a 0,19 € (+0,01 €/ton).

 

Martedì il contratto EUA DEC8 ha chiuso a 11,40 € (+0,32 €); il contratto per l’energia tedesca ha chiuso a 35,17 €/MWh (-0,22 €/MWh); il brent è valutato 64,64 $/bbl (-0,31 $/bbl); il contratto CER DEC8 ha chiuso a 0,19 € (0,00 €).

 

Mercoledì il contratto EUA DEC8 ha chiuso a 11,18 € (-0,22 €); il contratto per l’energia tedesca ha chiuso a 34,64 €/MWh (-0,53 €/MWh); il brent è valutato 64,89 $/bbl (+0,25 $/bbl); il contratto CER DEC8 ha chiuso a 0,19 € (0,00 €/ton).

 

Giovedì il contratto EUA DEC8 ha chiuso a 11,19 € (+0,01 €); il contratto per l’energia tedesca ha chiuso a 34,86 €/MWh (+0,22 €/MWh); il brent è valutato 65,12 3 $/bbl (+0,23 $/bbl); il contratto CER DEC8 ha chiuso a 0,19 € (0,00 €).

 

Venerdì il contratto EUA DEC8 ha chiuso a 11,17 € (-0,02 €); il contratto per l’energia tedesca ha chiuso a 34,65 €/MWh (-0,21 €/MWh); il brent è valutato 66,21 $/bbl (+1,09 $/bbl); il contratto CER DEC8 ha chiuso a 0,19 € (0,00 €).