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Il trend rimane fortemente rialzista, raggiunti nuovi massimi di fase e sfondato il muro dei 13,00 €/ton.

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SETTEMBRE, 2016

SETTIMANA DELLA C02

Sono stati diffusi nuovi dati riguardo l’avanzamento del processo di allocazione per l’anno 2018. Gli stati europei hanno distribuito più dell’83% delle allocazioni, i più grandi passi avanti sono stati fatti da Italia e Spagna. Ad oggi sono state assegnate complessivamente 631,14 Mln di EUA ed il nostro paese ha completato il processo per circa il 64%. Rimangono indietro l’Irlanda (meno del 10%) e la Finlandia, che rimane allo 0% distribuito.

E mentre i leader degli stati membri continuano le loro pressioni sulla Commissione Europea per quanto riguarda nuove misure di riforme di lungo periodo (è stata sottolineata l’importanza di un nuovo testo di bozza da redigere entro l’anno prossimo); emergono nuove informazioni riguardo il caso Brexit. Nonostante il Regno Unito preferisca mantenere un sistema di cap-and-trade come quello ETS, sarebbe un’ “inadempienza ai doveri” non esaminare anche altre possibilità. Claire Perry ha reiterato la posizione del Paese riguardo l’esame di alternative per il periodo post 2020. Nonostante i prezzi della CO2 stiano aumentando e quindi incentivando la de-carbonizzazione, il Ministro ritiene che ci sia la possibilità di ‘fare meglio’ con strumenti ancora più incentivanti per gli impianti nazionali. Rimane imperativo, comunque, che il Governo si accordi con l’UE il prima possibile per quanto riguarda l’uscita del Paese, così che sia possibile concentrarsi sui piani di carbon pricing e finanziamento ‘post-Brexit’.

 

Mercato:

 

Nel frattempo volano i prezzi sul mercato, i quali raggiungono i massimi degli ultimi 6 anni e mezzo dopo delle positive aste governative e dopo che il Presidente francese Emmanuel Macron ha sottolineato l’importanza di un prezzo floor per i carbon market a livello europeo. Si parla di una variazione su base settimanale di quasi il 13%, con quotazioni che sull’infra-day hanno rotto al rialzo la soglia dei 13,00 €/ton (riferimento EUA DEC8). Lo strappo rialzista più significativo si è verificato nella giornata del 21 marzo, la quale ha comprensibilmente anche registrato la liquidità più alta settimanale (oltre 43 Mln di EUA tradate sul contratto front-year, il volume giornaliero più alto da aprile 2016). Il mercato si trova in territorio ‘inesplorato’, in quanto non vi sono effettive resistenze tecniche di breve periodo significative (se non i 13,04 €/ton toccati il 22/03).

 

Lunedì il contratto EUA DEC8 ha chiuso 11,06 € (-0,11 €); il contratto per l’energia tedesca ha chiuso a 34,13 €/MWh (-0,52 €/MWh); il brent è valutato 66,05 $/bbl (-0,16 $/bbl); il contratto CER DEC8 ha chiuso a 0,19 € (0,00 €/ton).

 

Martedì il contratto EUA DEC8 ha chiuso a 11,55 € (+0,49 €); il contratto per l’energia tedesca ha chiuso a 34,82 €/MWh (+0,69 €/MWh); il brent è valutato 67,42 $/bbl (+1,37 $/bbl); il contratto CER DEC8 ha chiuso a 0,19 € (0,00 €).

 

Mercoledì il contratto EUA DEC8 ha chiuso a 12,65 € (+1,10 €); il contratto per l’energia tedesca ha chiuso a 35,66 €/MWh (+0,84 €/MWh); il brent è valutato 69,47 $/bbl (+2,05 $/bbl); il contratto CER DEC8 ha chiuso a 0,19 € (0,00 €/ton).

 

Giovedì il contratto EUA DEC8 ha chiuso a 12,34 € (-0,31 €); il contratto per l’energia tedesca ha chiuso a 35,55 €/MWh (-0,11 €/MWh); il brent è valutato 68,91 3 $/bbl (-0,56 $/bbl); il contratto CER DEC8 ha chiuso a 0,19 € (0,00 €).

 

Venerdì il contratto EUA DEC8 ha chiuso a 12,61 € (+0,27 €); il contratto per l’energia tedesca ha chiuso a 35,65 €/MWh (+0,10 €/MWh); il brent è valutato 70,45 $/bbl (+1,54 $/bbl); il contratto CER DEC8 ha chiuso a 0,18 € (-0,01 €).