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Si conclude la compliance 2017, emergono i primi dati di analisi sull’ultimo anno.

08

MAGGIO, 2018

SETTIMANA DELLA C02

Conclusasi la compliance 2017, iniziano ad emergere alcuni interessanti dati sullo stato del mercato e sulla situazione degli operatori sottoposti all’obbligo. Pare che più di 260 operatori (tra impianti e compagnie aeree) non siano risultati compliant con il meccanismo (circa il 2% del totale). I dati sono stati pubblicati dalla Commissione lo scorso mercoledì e pare che una buona parte di questi attori non compliant non abbia neanche comunicato i propri livelli di emissioni gli scorsi anni. Non è chiaro se il deficit sia interamente relativo al 2017, in quanto la Commissione ha condiviso solamente dei dati aggregati per la fase III. Ricordiamo che le multe in questi casi partono da 100 €/ton e obbligano l’impianto anche a coprire il deficit in quote. Pubblicati anche nuovi dati relativi all’utilizzo dei crediti internazionali all’interno del sistema: negli ultimi sei mesi sono stati scambiati oltre 10,57 Mln di permessi di Kyoto (in diminuzione rispetto agli 11,59 Mln dell’anno scorso). Tale trend va ricercato nel fatto che il mercato sta esaurendo la possibilità di utilizzare questa tipologia di crediti in ottica di compliance perché, è bene ricordarlo, tale opzione risulta cappata ad un quantitativo massimo per impianto.

Anche dopo la scadenza di compliance, alcuni Stati Membri hanno continuato ad allocare permessi per il 2018. Complessivamente sono stati distribuiti 3,68 Mln di EUA, precisamente dalla Finlandia, Italia, Polonia, Repubblica Slovacca e dal Regno unito. Quasi tutti i paesi hanno distribuito oltre l’85% del loro complessivo e ricordiamo che il processo di distribuzione è importante per analizzare le oscillazioni di prezzo.

 

Mercato:

 

Le quotazioni hanno ricevuto in eredità un trend settimanale rialzista, concomitante con gli ultimi giorni disponibili per effettuare la compliance. Come di consueto, seguendo la ciclicità di mercato, i primi giorni di maggio sono stati al ribasso, complice la diminuzione della domanda in questo rinnovato ‘anno’ d’obbligo. Se, però, le quotazioni EUA hanno corretto al ribasso durante le prime 3 sessioni del mese, segnando un trading range di circa 1,00 €, (13,79 il massimo del 1°maggio, 12,75 il minimo del 3 maggio); esse si sono riprese durante la giornata di venerdì e hanno aperto la settimana in corso in rialzo. La media mobile si trova in area 13,40 €/ton e il contratto front-year sta tornando a muoversi in questa direzione. Il trend di breve periodo è ancora in fase di definizione ed i principali indicatori inviano ancora segnali ribassisti. Scende la liquidità di borsa (mediamente transati 13,9 Mln di permessi giornalieri sul DEC8).

 

Lunedì il contratto EUA DEC8 ha chiuso 13,59 € (+0,03 €); il contratto per l’energia tedesca ha chiuso a 39,33 €/MWh (+0,52 €/MWh); il brent è valutato 75,17 $/bbl (+0,53 $/bbl); il contratto CER DEC8 ha chiuso a 0,21 € (+0,01 €/ton).

 

Martedì il contratto EUA DEC8 ha chiuso a 13,39 € (-0,02 €); il contratto per l’energia tedesca è rimasto chiuso; il brent è valutato73,13 $/bbl (-2,04 $/bbl); il contratto CER DEC8 ha chiuso a 0,20 € (-0,01 €).

 

Mercoledì il contratto EUA DEC8 ha chiuso a 13,06 € (-0,33 €); il contratto per l’energia tedesca ha chiuso a 38,76 €/MWh (-0,57 €/MWh); il brent è valutato 73,36 $/bbl (+0,23 $/bbl); il contratto CER DEC8 ha chiuso a 0,20 € (0,00 €).

 

Giovedì il contratto EUA DEC8 ha chiuso a 12,96 € (-0,10 €); il contratto per l’energia tedesca ha chiuso a 38,65 €/MWh (-0,11 €/MWh); il brent è valutato 73,62 $/bbl (+0,26 $/bbl); il contratto CER DEC8 ha chiuso a 0,21 € (+0,01 €/ton).

 

Venerdì il contratto EUA DEC8 ha chiuso a 13,02 € (+0,06 €); il contratto per l’energia tedesca ha chiuso a 38,90 €/MWh (+0,25 €/MWh); il brent è valutato 74,87 $/bbl (+1,25 $/bbl); il contratto CER DEC8 ha chiuso a 0,21 € (0,00 €).